Poesie StraniereUn sogno

In visioni di notturna tenebraspesso ho sognato svanite gioie;mentre un sogno, da sveglio, di vita e di lucem'ha lasciato col cuore implacato.Ah, che cosa non è sogno in chiaro...
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Poesie ItalianeDue poesie

Per vivere ho scelto mille imbarcaderi incerti e ho ancorato la mia nave senza presunzioni né smarrimenti.Ho portato sempre il necessario dentro di me una piccola fiamma di luce brillante come un...
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RomanziIl bambino che non sapeva mentire

È gennaio, una cupa domenica d'inverno, e sono se­duto in cucina con mia madre e mio padre. Mio padre, spalle al tavolo, tiene i piedi contro la parete e un libro in grembo. Mia madre siede alla...
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La luce di Natale
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La luce di Natale Nella piccola casa esplose la luce, un bagliore che fece sembrare giorno la mezzanot­te. Il candelaio barbuto e sua moglie si misero a sedere di scatto.
«Co-cosa è?», chiese la donna, tremando.
«Non muoverti!».
«Ma i bambini?».
«Stanno dormendo. Resta dove sei!».
La moglie si tirò la coperta sino al mento e diede un'occhiata alla stanza ormai senza più ombre: i bambini addormentati per terra, il tavo­lo e le sedie accanto al focolare, gli attrezzi am­mucchiati in un angolo.


Il candelaio non smise di guardare, sconcer­tato: una fiamma singolare, senza calore, anda­va dal pavimento al soffitto. E in questa si muoveva una figura con un torso, una testa e due braccia. Una figura che stese un braccio e puntò un dito verso una fila di candele appese. A quella vista, marito e moglie si strinsero l'uno all'altra, sprofondando il più possibile nel letto.
L'uomo ritrovò la voce: «Vuoi farci del male?».
Il visitatore non rispose. Aspettò, come ad as­sicurarsi che la coppia stesse guardando, toccò una delle candele e svanì.
La stanza tornò al buio e la candela appena toccata mandò un bagliore. D'istinto l'uomo si alzò dal letto, attraversò la stanza e mentre la lu­ce svaniva l'afferrò.
Poi guardò la moglie, che inghiottì a fatica.
«Cos'è successo?», gli chiese.
«Non lo so».
Il marito andò a sedersi al tavolo e lei si af­frettò a raggiungerlo.
«Un angelo?», si domandò la moglie ad alta voce.
«Deve essere per forza così».
Il marito posò la candela sul tavolo ed en­trambi la fissarono. Nessuno dei due sapeva co­sa fare, né cosa dire.
Il mattino seguente li trovò ancora seduti. A fissare la candela.
I bambini si svegliarono, fecero colazione, si vestirono con abiti pesanti e percorsero il mez­zo miglio che separava Bristol Lane dalla chie­sa di St. Mark per la funzione dell'ultima dome­nica d'Avvento.
II candelaio quella mattina donò al rettore al­ tre candele per la festa, ma tenne per sé quella toccata dall'angelo, nella tasca della giubba. Fe­ce per raccontargli la visita di quella notte, ma si trattenne. "Non mi crederebbe", pensò.

La coppia cercò di concentrarsi sul sermone, ma senza riuscirci. Nella loro mente continua­vano a vedere la luce, l'angelo, la candela lumi­nosa.
Dividevano il banco con una giovane madre e i suoi due figli, tutti e tre sporchi e con gli abiti male in arnese. La coppia la conosceva e sape­va che suo marito, a servizio da un barone, era morto il mese prima, durante la caccia.
Al termine della funzione, la donna parlò con loro dei suoi problemi.
«Ci è rimasto poco da mangiare. Appena per qualche giorno».
La moglie del candelaio infilò una mano nel­la tasca della giubba del marito in cerca di una moneta da darle. E così facendo sentì sotto le di­ta la candela. La porse, con il soldo, alla donna. «Accendetela e pregate», le disse. La giovane madre si voltò per andarsene e la donna guardò suo marito, stringendosi nelle spalle, come a di­re: male non farà.
L'uomo annuì.

Parlarono ancora della candela, nei giorni che seguirono, anche se non molto. Entrambi prefe­rivano pensare a quell'episodio come a un so­gno. Chissà, forse era stata una visione.
Ma la Messa di Natale fece loro cambiare idea. I fedeli cominciarono l'incontro condivi­dendo con gli altri le proprie gioie. Chiunque volesse ringraziare il Signore in pubblico pote­va farlo. Quando il rettore chiese se ci fossero dei volontari, si alzò la giovane madre. La don­na che, qualche giorno prima, era arrivata male in arnese e con l'aria affamata, quella notte era raggiante. Raccontò agli altri fedeli come un ricco zio che viveva in una contea vicina le avesse donato una fattoria. Quella fattoria era proprio una benedizione! Poteva vivere nella casa e dare in affitto le terre e mantenere la sua famiglia.
«Ho pregato», disse, guardando il can­delaio e la moglie. «Ho acceso la candela e pre­gato».
I due si guardarono. Poteva esserci un colle­gamento tra la candela e la preghiera esaudita, ma come esserne certi?

Max Lucado - La luce di Natale