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Nella piccola casa esplose la luce, un bagliore che fece sembrare giorno la mezzanotte. Il candelaio barbuto e sua moglie si misero a sedere di scatto. «Co-cosa è?», chiese la donna, tremando. «Non muoverti!». «Ma i bambini?». «Stanno dormendo. Resta dove sei!». La moglie si tirò la coperta sino al mento e diede un'occhiata alla stanza ormai senza più ombre: i bambini addormentati per terra, il tavolo e le sedie accanto al focolare, gli attrezzi ammucchiati in un angolo.
Il candelaio non smise di guardare, sconcertato: una fiamma singolare, senza calore, andava dal pavimento al soffitto. E in questa si muoveva una figura con un torso, una testa e due braccia. Una figura che stese un braccio e puntò un dito verso una fila di candele appese. A quella vista, marito e moglie si strinsero l'uno all'altra, sprofondando il più possibile nel letto. L'uomo ritrovò la voce: «Vuoi farci del male?». Il visitatore non rispose. Aspettò, come ad assicurarsi che la coppia stesse guardando, toccò una delle candele e svanì. La stanza tornò al buio e la candela appena toccata mandò un bagliore. D'istinto l'uomo si alzò dal letto, attraversò la stanza e mentre la luce svaniva l'afferrò. Poi guardò la moglie, che inghiottì a fatica. «Cos'è successo?», gli chiese. «Non lo so». Il marito andò a sedersi al tavolo e lei si affrettò a raggiungerlo. «Un angelo?», si domandò la moglie ad alta voce. «Deve essere per forza così». Il marito posò la candela sul tavolo ed entrambi la fissarono. Nessuno dei due sapeva cosa fare, né cosa dire. Il mattino seguente li trovò ancora seduti. A fissare la candela. I bambini si svegliarono, fecero colazione, si vestirono con abiti pesanti e percorsero il mezzo miglio che separava Bristol Lane dalla chiesa di St. Mark per la funzione dell'ultima domenica d'Avvento. II candelaio quella mattina donò al rettore al tre candele per la festa, ma tenne per sé quella toccata dall'angelo, nella tasca della giubba. Fece per raccontargli la visita di quella notte, ma si trattenne. "Non mi crederebbe", pensò.
La coppia cercò di concentrarsi sul sermone, ma senza riuscirci. Nella loro mente continuavano a vedere la luce, l'angelo, la candela luminosa. Dividevano il banco con una giovane madre e i suoi due figli, tutti e tre sporchi e con gli abiti male in arnese. La coppia la conosceva e sapeva che suo marito, a servizio da un barone, era morto il mese prima, durante la caccia. Al termine della funzione, la donna parlò con loro dei suoi problemi. «Ci è rimasto poco da mangiare. Appena per qualche giorno». La moglie del candelaio infilò una mano nella tasca della giubba del marito in cerca di una moneta da darle. E così facendo sentì sotto le dita la candela. La porse, con il soldo, alla donna. «Accendetela e pregate», le disse. La giovane madre si voltò per andarsene e la donna guardò suo marito, stringendosi nelle spalle, come a dire: male non farà. L'uomo annuì. Parlarono ancora della candela, nei giorni che seguirono, anche se non molto. Entrambi preferivano pensare a quell'episodio come a un sogno. Chissà, forse era stata una visione. Ma la Messa di Natale fece loro cambiare idea. I fedeli cominciarono l'incontro condividendo con gli altri le proprie gioie. Chiunque volesse ringraziare il Signore in pubblico poteva farlo. Quando il rettore chiese se ci fossero dei volontari, si alzò la giovane madre. La donna che, qualche giorno prima, era arrivata male in arnese e con l'aria affamata, quella notte era raggiante. Raccontò agli altri fedeli come un ricco zio che viveva in una contea vicina le avesse donato una fattoria. Quella fattoria era proprio una benedizione! Poteva vivere nella casa e dare in affitto le terre e mantenere la sua famiglia. «Ho pregato», disse, guardando il candelaio e la moglie. «Ho acceso la candela e pregato». I due si guardarono. Poteva esserci un collegamento tra la candela e la preghiera esaudita, ma come esserne certi? Max Lucado - La luce di Natale |