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Io scrivo sempre con una maschera sul viso; Sì, una maschera all'antica moda di Venezia, Lunga, la fronte bassa, Simile a un grosso muso di raso bianco. Seduto al tavolino e sollevando il capo Mi guardo nello specchio, di faccia E di tre quarti, e vedo Quel profilo infantile e bestiale che amo. Oh, che un lettore, un fratello, a cui parlo Attraverso questa maschera pallida e brillante, Venga a deporre un bacio lento e intenso Su questa fronte bassa e questa gota cerea, Per far maggiormente aderire sul mio volto L'altro volto scavato e odoroso. Valery Larbaud
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