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Le foglie oscillano in su e in giù, e la fioca luce tra di esse cede al lento avanzare della notte. Fuori sulla strada dove tutt'intorno imbruna il filo telegrafico corre verso la città intonando ai viaggiatori come una lira spettrale sfiorata da mani spettrali. Giunge dal basso una macchina con i fari accesi che si proiettano contro un albero: non ha niente a che fare con me, corre via rombando in un mondo tutto suo lasciando un'aria più tetra; mentre io resto muto e solo al cancello e nessuno viene.
Thomas Hardy |
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Incomincia il pianto della chitarra. Si rompono le coppe dell'alba. Incomincia il pianto della chitarra. È inutile farla tacere. È impossibile farla tacere. |
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Io scrivo sempre con una maschera sul viso; Sì, una maschera all'antica moda di Venezia, Lunga, la fronte bassa, Simile a un grosso muso di raso bianco. Seduto al tavolino e sollevando il capo Mi guardo nello specchio, di faccia E di tre quarti, e vedo Quel profilo infantile e bestiale che amo. Oh, che un lettore, un fratello, a cui parlo Attraverso questa maschera pallida e brillante, Venga a deporre un bacio lento e intenso Su questa fronte bassa e questa gota cerea, Per far maggiormente aderire sul mio volto L'altro volto scavato e odoroso. Valery Larbaud |
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Nessuno capiva il profumo dell’oscura magnolia del tuo ventre. Nessuno sapeva che martirizzavi un colibrì d’amore fra i tuoi denti.
Mille cavallini persiani dormivano sulla piazza con la luna della tua fronte, mentre per quattro notti io stringevo la tua vita, nemica della neve.
Fra gesso e gelsomini, il tuo sguardo era un pallido ramo di sementi. Cercai, per darti, nel mio cuore le lettere d’avorio che dicono sempre,
sempre, sempre: giardino della mia agonia, il tuo corpo fuggitivo per sempre, il sangue delle tue vene nella mia bocca, la tua bocca senza luce per la mia morte.
Federico Garcìa Lorca
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