RaccontiDavid Swan: una fantasia

Noi non riusciamo ad acquisire che una conoscenza molto par­ziale degli eventi che effettivamente eserciteranno un influsso sul corso della nostra vita e sul nostro destino.Vi sono innumerevoli...
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Poesie StraniereNessuno viene

Le foglie oscillano in su e in giù,e la fioca luce tra di esse cedeal lento avanzare della notte.Fuori sulla strada dove tutt'intorno imbrunail filo telegrafico corre verso la...
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Poesie StraniereGuardando i canottieri di San Sabba

Ho udito quei giovani cuori gridare  spinti da Amore sul guizzante remo,  l'erbe dei prati ho udito sospirare  non torna, non torna più!  0 cuori, o erbe anelanti, invano  ...
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Altri titoli
Nessuno viene

Le foglie oscillano in su e in giù,
e la fioca luce tra di esse cede
al lento avanzare della notte.
Fuori sulla strada dove tutt'intorno imbruna
il filo telegrafico corre verso la città
intonando ai viaggiatori come una lira spettrale
sfiorata da mani spettrali.


Giunge dal basso una macchina con i fari accesi
che si proiettano contro un albero:
non ha niente a che fare con me,
corre via rombando in un mondo tutto suo
lasciando un'aria più tetra;
mentre io resto muto e solo al cancello
e nessuno viene.

Thomas Hardy 

 
La chitarra
(5 voti, media 4.20 di 5)

Incomincia il pianto 
della chitarra. 
Si rompono le coppe 
dell'alba. 
Incomincia il pianto 
della chitarra. 
È inutile 
farla tacere. 
È impossibile 
farla tacere. 

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La maschera
(2 voti, media 3.50 di 5)

Io scrivo sempre con una maschera sul viso; 
Sì, una maschera all'antica moda di Venezia, 
Lunga, la fronte bassa, 
Simile a un grosso muso di raso bianco. 
Seduto al tavolino e sollevando il capo 
Mi guardo nello specchio, di faccia 
E di tre quarti, e vedo 
Quel profilo infantile e bestiale che amo. 
Oh, che un lettore, un fratello, a cui parlo 
Attraverso questa maschera pallida e brillante, 
Venga a deporre un bacio lento e intenso 
Su questa fronte bassa e questa gota cerea, 
Per far maggiormente aderire sul mio volto 
L'altro volto scavato e odoroso. 

Valery Larbaud 

 
Gazzella dell’amore imprevisto
(4 voti, media 4.50 di 5)
Nessuno capiva il profumo
dell’oscura magnolia del tuo ventre.
Nessuno sapeva che martirizzavi
un colibrì d’amore fra i tuoi denti.

Mille cavallini persiani dormivano
sulla piazza con la luna della tua fronte,
mentre per quattro notti io stringevo
la tua vita, nemica della neve.

Fra gesso e gelsomini, il tuo sguardo
era un pallido ramo di sementi.
Cercai, per darti, nel mio cuore
le lettere d’avorio che dicono sempre,

sempre, sempre: giardino della mia agonia,
il tuo corpo fuggitivo per sempre,
il sangue delle tue vene nella mia bocca,
la tua bocca senza luce per la mia morte.

Federico Garcìa Lorca
 
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