| La poesia, le nuvole e l'aglio |
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Oggi le azioni di borsa della poesia sono un pò agitate per le vendite la globalizzazione sembrerebbe non interferire in questo mestiere incerto dell’ignoto. Mi sono alzato pensando al menù le riserve si stavano esaurendo e sono uscito con la cagna a fare spesa. Nel paese non c’erano segni di guerra nemmeno le bombe si sentivano né i voli radenti degli aerei da caccia che scaricavano la loro umanità tra tanti poveri innocenti. Sarà aumentato il pane mi sono chiesto un pò sconcertato e Sancha mosse la coda per tranquillizzarmi. La frutta e le verdure erano fresche e il cielo nuvoloso insidiava questa parte del globo.Le nuvole non hanno frontiere mi sono detto non hanno patria e si muovono felici in questo cielo immenso.Dietro il villaggio le montagne sembravano seni giganteschi venati dalla neve senza volerlo mi è venuta una metafora e l’ho segnata sulla bolletta del gas che era arrivata come sempre puntuale.Risolveranno i russi il conflitto o passeremo un inverno al freddo. Nel bar le conversazioni erano agitate sembra che vogliano comprare un giocatore che di calcio sa ben poco. Sul giornale c’era in prima pagina il discorso di Obama la foto del delirio di Gazala polemica della sinistra ubriaca. Improvvisamente mi è venuto il dubbio: Sarà rimasto un po’ d’aglio in casa?
Carlos Sanchez - La poesia, le nuvole e l'aglio
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