Poesie ItalianeIn morte del fratello Giovanni

Un dì, s’io non andrò sempre fuggendoDi gente in gente, me vedrai sedutoSu la tua pietra, o fratel mio, gemendoIl fior de’ tuoi gentili anni caduto.La madre or sol, suo dì...
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Poesie ItalianeCanto notturno di un pastore errante dell'Asia

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, silenziosa luna? Sorgi la sera, e vai, contemplando i deserti; indi ti posi. Ancor non sei tu paga di riandare i sempiterni calli? Ancor non prendi a...
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RomanziTess dei D'Urbervilles

 Prima Parte La Fanciulla I Una sera di fine maggio un uomo di mezz’età faceva ritorno a casa da Shatson...
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Altri titoli
L'usignolo in eskimo
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Appartiene alla notte 
languida e malinconica, 
intorbidato 
come un embolo in un 
sistema eliocentrico, 
graffia 
dolmen pornografici 
riesumando 
pallidi ragià e 
ciechi voyeurs. 

Nel vuoto irraggiato 
un desiderio, reso indecifrabile 
dalla definizione di pericolosità 
dalla necessità sociale dell’invalidazione, 
percorre, 
simile ad un quacchero e il suo moog, 
drittofili 
di refrain asciutti; 
mormora 
preghiere che cantano 
bambole mutile 
soprusi al fallo, 
tatuato di metalliche follie. 

Come un'apparizione che scompare, 
un messaggio stroncato dall’internamento 
raffredda il gelo bohèmien, 
consumato da puttana 
dentro la chiesa di paese; 
così ecco che  l'invisibile onniscienza 
lega noi apatici 
ai desideri archeologici 
di una vita senza inizio 
implosa in un poliachenio 
abbacchiato e dimentico 
dei giorni di dittatura 
al riformatorio. 

Valeria