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Poesie AudioLibertà

Lettura a cura di: Lupo SolitarioPubblicata con consenso.Paul Eluard - Libertà
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Altri titoli
Ortiche
(2 voti, media 4.50 di 5)

I giorni
 se ne vanno trafitti.
I cieli sbiaditi
se ne vanno contriti,
ed allora
qual'è la nostra ora?
Noi,
cieli, mari,
navi senza orari,
luci sconosciute
nei colori
di un tramonto,
satelliti intorno al mio pianto.
Se all'imbrunire
canne ed ulivi
vedi trasparire
pensa anche ai salci, ai pioppi, ai cipressi,
alle ortiche,
al caldo letargo
di scure formiche.
Se i giorni se ne vanno
 non te n'avere.
Hai ancora tempo
per vivere e pensare.

Ajmona Corrado 

 
un sogno
(1 voto, media 5.00 di 5)

“gocce di cielo
Vomitate dalla tristezza
Velata dell’azzurro
confondono il crepuscolo
- Cuore di carne e sangue, accoltellato all’alba
Senza astio né rancore-
Sarà stato per gioco
Dover morire senza essere odiato?
Quando il coltello mi ha squarciato il petto
Un lieve battito di ciglia mi ha assonnato.
E ho dormito in un angolo
Del sogno.

Impaurito e umano,
recondito
In un anfratto
Del mio tempo."

Gustavo 

 
3#ANTIPASTI
(4 voti, media 4.75 di 5)

ANTIPASTO 

Mi sento un angelo

Ali di seta

nell'aria danzano

Segnano traiettorie sublimi

Sospeso nell'aria

Vago nel nulla

Dolce armonia

Lo spirito è in festa

La mia età è come me

un angelo con ali leggere

sospeso dal soffio della brezza estiva

La mia età è come me

 

Lukasz Mrozinski  

 
2#ANTIPASTI
(1 voto, media 5.00 di 5)

ANTIPASTO

 

Un grido

il silenzio di una mente vecchia

Un grido,

la rabbia

la paura

...una confessione

Confesso, di provare rabbia

Confesso, di avere paura

Confesso, di avere una confessione

per ciascuno di quelli che ascoltano

Ascoltami!

Rumore,

miscuglio di forme sinuose.

Un grido,

ho qualcosa da dire!

Silenzio,

ho da dirti qualcosa...

Grido, grida con me!

(in silenzio, ti sentiranno altrimenti)

Un grido,

quello che ne rimane è

Un vuoto

da colmare con grida sempre più silenziose.

Ho qualcosa da dirti

non so cosa sia ma voglio gridartelo in faccia!

Con grazia e umiltà...

so che mi sentirai

Grido solo per il gusto di sentirti

in silenzio

Ancora una volta

 

Lukasz Mrozinski 

 

 

 
ANTIPASTI
(1 voto, media 5.00 di 5)

ANTIPASTO

 

Certezza

appaga l'amaro gusto delle cose

delle conseguenze

un insicurezza che rafforza incertezze


Cambiamento

verso il quale dirigo il primo

e l'ultimo pensiero


Idea

che sia la prima cosa giusta


Punto

sul quale focalizzo il modo di agire,

pensare


Passo

porterà a non rimanere

fermo

nell'idea che sia

giusto.

 

Lukasz Mrozinski 

 

 
Poesia di natale
(10 voti, media 3.50 di 5)
Scende la neve con moto stanco 
fuori tutto si colora di bianco 
i bimbi dormono dentro la casa 
ad aspettare in trepida attesa 
e sotto l'albero stanno arrivando 
quei regalini che stanno aspettando 

Tutto è silente, tutto in attesa, 
di riscoprire quella sorpresa 
ogni Natale le stesse emozioni 
un sacco di abbracci ed un sacco di doni 

E per un giorno, uno soltanto, 
solo sorrisi sul volto bianco 
di quei pupazzi, fuori, alla neve 
che, incessante, scende più lieve. 

Mario Zerbi
 
L'usignolo in eskimo
(3 voti, media 3.33 di 5)

Appartiene alla notte 
languida e malinconica, 
intorbidato 
come un embolo in un 
sistema eliocentrico, 
graffia 
dolmen pornografici 
riesumando 
pallidi ragià e 
ciechi voyeurs. 

Nel vuoto irraggiato 
un desiderio, reso indecifrabile 
dalla definizione di pericolosità 
dalla necessità sociale dell’invalidazione, 
percorre, 
simile ad un quacchero e il suo moog, 
drittofili 
di refrain asciutti; 
mormora 
preghiere che cantano 
bambole mutile 
soprusi al fallo, 
tatuato di metalliche follie. 

Come un'apparizione che scompare, 
un messaggio stroncato dall’internamento 
raffredda il gelo bohèmien, 
consumato da puttana 
dentro la chiesa di paese; 
così ecco che  l'invisibile onniscienza 
lega noi apatici 
ai desideri archeologici 
di una vita senza inizio 
implosa in un poliachenio 
abbacchiato e dimentico 
dei giorni di dittatura 
al riformatorio. 

Valeria 

 
Africa
(6 voti, media 4.50 di 5)

Ricordo ancora i suoni e gli odori. 
Il sole sulla faccia, insopportabile, che sembra seguirti ovunque. 

Gli spazi ampi, sconfinati, i tramonti che aggrediscono gli occhi 
con la loro bellezza. 

Non ho mai più visto un tramonto da quando ho lasciato l'Africa, 
solo tele scolorite che tentano di imitarne la bellezza.  
Terra selvaggia, non ancora sporcata dalla mano dell'uomo, 
il mio cuore è rimasto là. 
E quando vorrò tornare a provare sentimenti forti 
quando vorrò commuovermi spalancando le braccia ed abbracciando la vita 
dovrò tornare là 

In Africa. 

Mario Zerbi 

 
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