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Un nulla di pelle tra il collo e la spalla un nudo giaciglio su cui le mie labbra indugiando anelavano un domani d'ambrato desiderio dal sapore di sudore e vaniglia. William De Generis |
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Vani palpiti d'un cuore invecchiato tremori di un'anima inchiodata al vuoto grani di sale su ferite mai rimarginate carezze svanite sulla punta delle dita desideri appassiti a fior di labbra l'anelato temuto abbandono dei sensi il protendersi invano ad un incondizionato amare dietro il prevalere di mute malcelate paure quel che resta sono pavide certezze frantumate in mille pezzi battito dopo battito respiro dopo respiro. William De Generis |
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C’era la grazia che regnava
C’è il fiore che irradia il suo profumo
C’è la pietra dura che taglia e costruisce
C’è il fiume che travolge e unisce
C’è il fausto desiderio di vita
C’è l’agnello che purifica
C’è il giaciglio che rende sereni
C’era la giustizia e l’amore che inondava
… quale futuro? Maria Rosa Cugudda |
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Incontri, spontanei saluti, vita a dimensione umana, la libertà vera dove la trovo? Annegata nel normale vivere, il mio spirito sento in gabbia! Maria Rosa Cugudda |
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SOGNO Corro tra l’erba alta Immerso nella felicità Con addosso gli anni Della mia spensieratezza SVEGLIO Questa mattina Rimango a letto a guardar le stelle Disteso dalla parte tua Col profumo ancora là sul cuscino Non ce la fanno Gli amanti sono costretti a soffrire Mi domando…vivrei lo stesso senza te? L’animo mio si colora d’azzurro Il sangue mi si fa denso di emozioni Sfondare le costole Strappare il cuore Per scrivere col sangue su un muro:“la luce sovrasta sempre le tenebre” Ma ora non riesci a sollevarti Chiuso tra mura e ghigliottine Rabbioso Con la probabilità Che la fase calante Della tristezza profonda ritorna. La vita dice no Piangi mentre lavi i piatti Ma la morte puoi sconfiggerla solo in vita! “Il dolore degli amanti” di Lorenzo Valvo |
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uomo solo, errante su piaggia deserta ho visto, incessante percorrere la via erta viaggiatore deluso da vita e compagni, porta illuso, fardello di speranza. Simone Cardigliano - Uomo solo |
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Amai la poesia più della mia vita,
Amai la poesia più del cibo,
Amai la poesia più di me medesimo. La mia vita fù poesia 21 dicembre 2009 Fine anno L'aria era dolce quella sera ricordi? E noi già pregustevamo l'ora per l'eclissi. Il pallor diafano rifletteva negli occhi
La luna,immobile dal suo canto c'invitava a salire...
La mattina era tersa come una primavera L'anno che verrà -dicevi- sarà limpido come questa giornata di sole.
Andammo così a sera alla marina Ancora ci seguitava la luna piena, e tu sommessamente sorridevi. 31 dicembre 2009 Federico Caruso |
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Lento, piumoso di resina e di pini, sfuggente tra azzurri e nuvole m'apri i capelli in ciuffi di aghi, sbatti sul mio viso, come amante gelosa, profumi aspri e umido di mare.
Ti poni, in apnoici momenti, davanti alla mia bocca deviando l'aria per lo spazio serale, più rapido del respiro, affannato mi giro, come in bozzolo alla moda, mi stringo nei vestiti supplicando la protezione materna ormai dispersa per sempre.
Sei il mio delirio, libeccio, tramontana, scirocco, o zefiro antico poetico e mellifluo che tu sia, il solo che ancora mi sferzi con il tripudio affilato della vita.
Luigi panzardi |
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