RomanziAtalanta

Della madre di Atalanta sappiamo soltanto che era una regina, ma una regina infelice perché non poteva dare un figlio al re, un erede al trono. A quei tempi, in Grecia, non vi era città grande o...
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I nostri raccontiFante di cuori

"Io amo Francesca e farò qualsiasi cosa per conquistarla! E poi ci sposeremo!!" Questa è la frase che mi ripetevo ogni mattina allo specchio e che, appena uscito di casa, ricacciavo a pedate nel...
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Poesie StraniereGuardando i canottieri di San Sabba

Ho udito quei giovani cuori gridare  spinti da Amore sul guizzante remo,  l'erbe dei prati ho udito sospirare  non torna, non torna più!  0 cuori, o erbe anelanti, invano  ...
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Altri titoli
Fragile
(6 voti, media 5.00 di 5)

Vani palpiti
d'un cuore invecchiato
tremori di un'anima
inchiodata al vuoto
grani di sale su ferite
mai rimarginate
carezze svanite
sulla punta delle dita
desideri appassiti
a fior di labbra
l'anelato temuto
abbandono dei sensi
il protendersi invano
ad un incondizionato amare
dietro il prevalere
di mute malcelate paure
quel che resta
sono pavide certezze
frantumate in mille pezzi
battito dopo battito
respiro dopo respiro.

William De Generis

 
Passato, presente e
(7 voti, media 4.29 di 5)

C’era la grazia che regnava

C’è il fiore che irradia il suo profumo

C’è la pietra dura che taglia e costruisce

C’è il fiume che travolge e unisce

C’è il fausto desiderio di vita

C’è l’agnello che purifica

C’è il giaciglio che rende sereni

C’era la giustizia e l’amore che inondava

… quale futuro?

 

Maria Rosa Cugudda 

 
VALORI O LIBERTA' ?
(10 voti, media 4.00 di 5)

Incontri, spontanei 
saluti, vita a dimensione umana, 
la libertà vera 
dove la trovo? 

Annegata nel 
normale vivere, 
il mio spirito sento in gabbia! 

Maria Rosa Cugudda 

 

 
Il dolore degli amanti
(15 voti, media 4.20 di 5)

SOGNO Corro tra l’erba alta
Immerso nella felicità
Con addosso gli anni
Della mia spensieratezza
SVEGLIO Questa mattina
Rimango a letto a guardar le stelle
Disteso dalla parte tua
Col profumo ancora là sul cuscino
Non ce la fanno
Gli amanti sono costretti a soffrire
Mi domando…vivrei lo stesso senza te?
L’animo mio si colora d’azzurro
Il sangue mi si fa denso di emozioni
Sfondare le costole
Strappare il cuore
Per scrivere col sangue su un muro:“la luce sovrasta sempre le tenebre”
Ma ora non riesci a sollevarti
Chiuso tra mura e ghigliottine
Rabbioso
Con la probabilità
Che la fase calante
Della tristezza profonda ritorna.
La vita dice no
Piangi mentre lavi i piatti
Ma la morte puoi sconfiggerla solo in vita!  

“Il dolore degli amanti” di Lorenzo Valvo

 
uomo solo
(3 voti, media 2.67 di 5)

uomo solo, errante 

su piaggia deserta 

ho visto, incessante 

percorrere la via erta 

 

viaggiatore deluso 

da vita e compagni, 

porta illuso, 

fardello di speranza. 

 

Simone Cardigliano - Uomo solo 

 
Senza Titolo
(7 voti, media 3.57 di 5)
Amai la poesia
più della mia vita,

Amai la poesia più
del cibo,

Amai la poesia più di me
medesimo.
 
La mia vita fù poesia
 
21 dicembre 2009
 
Fine anno
 
L'aria era dolce quella sera ricordi?
E noi già pregustevamo l'ora per l'eclissi.
Il pallor diafano rifletteva
negli occhi

La luna,immobile dal suo canto c'invitava
a salire...

La mattina era tersa come una primavera
L'anno che verrà -dicevi- sarà limpido
come questa giornata di sole.

Andammo così a sera alla marina
Ancora ci seguitava la luna piena,
e tu sommessamente sorridevi.
 
31 dicembre 2009
 
Federico Caruso
 
Un vento qualunque
(5 voti, media 3.80 di 5)
Lento, piumoso di resina e di pini,
sfuggente tra azzurri e nuvole
m'apri i capelli in ciuffi di aghi,
sbatti sul mio viso, come amante gelosa,
profumi aspri e umido di mare.

Ti poni, in apnoici momenti,
davanti alla mia bocca deviando l'aria
per lo spazio serale, più rapido del respiro,
affannato mi giro, come in bozzolo alla moda,
mi stringo nei vestiti supplicando
la protezione materna ormai dispersa per sempre.

Sei il mio delirio, libeccio, tramontana, scirocco,
o zefiro antico poetico e mellifluo
che tu sia, il solo che ancora mi sferzi
con il tripudio affilato della vita.

Luigi panzardi
 
I Sogni del Fior di Loto
(8 voti, media 4.38 di 5)

Quanti dubbi
hanno attraversato,
come zoccoli ritrosi
e schizzanti
di cavalli insicuri,
il mio fiume terreno?
Quanti fiori di loto
hanno intrecciato
i sogni?
Quanti sguardi
hanno varcato
gli oceani,
quante idee hanno
raggiunto le mani,
quanti movimenti
hanno avuto un eco
nel cosmo,
quanti giorni sono
che ho capito chi sono
cosa sento, cosa voglio,
da dove vengo?
Il vento gelido dell'inverno,
come l'ardente del deserto,
ha disperso
ogni granello di quel pugno di sabbia,
che andando
ha ferito la mia pelle,
ha lasciato il vuoto,
e tutto risuona, rimbomba,
come un urlo muto.
Il nulla
vuole annientare
la memoria di vaikunta,
ma non ce la fa.

 

Ajmona Corrado 

 
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