Poesie StraniereSul tempo

E un astronomo disse:Maestro, parlaci del Tempo.E lui rispose:Vorreste misurare il tempo, l'incommensurabile e l'immenso.Vorreste regolare il vostro comportamento e dirigere il corso...
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Poesie ItalianeCanto notturno di un pastore errante dell'Asia

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, silenziosa luna? Sorgi la sera, e vai, contemplando i deserti; indi ti posi. Ancor non sei tu paga di riandare i sempiterni calli? Ancor non prendi a...
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Le Nostre PoesieSenza Titolo

Amai la poesiapiù della mia vita,Amai la poesia piùdel cibo,Amai la poesia più di memedesimo. La mia vita fù poesia 21 dicembre 2009 Fine anno L'aria era dolce quella sera ricordi?E noi...
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Altri titoli
Italo Calvino
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Italo CalvinoItalo Calvino nasce a Santiago de Las Vegas, Cuba, il 15 ottobre 1923.
Calvino arrivò in italia a due anni, con la propria famiglia. Visse la propria infanzia e adolescenza nella città di Sanremo.

Nel 1943 si arruolò nelle Brigate Garibaldi e combattè sui monti della Liguria contro i tedeschi. Questa esperienza fu raccontata nel suo primo libro “il sentiero dei nidi di ragno” del 1947.
Al termine della guerra Calvino si trasferì a Torino e trovo lavoro dapprima alla redazione dell’Unità ed in seguito presso la casa editrice Einaudi, all’interno della quale la collaborazione con letterati del calibro di Pavese, Ginzburg e Vittorini allargò il suo orizzonte di artista e di critico.
La stimolante amicizia con Vittorini lo portò non solo a collaborare al Politecnico, ma a fondare più tardi con Vittorini (nel 1959) la rivista “il Menabò”.

In una famosa intervista data poco prima della morte alla rivista “Autografo” Calvino riconobbe fra le letture formative per lui dai sei ai ventitré anni “Pinocchio”, l’opera del Nievo e “America” di Kafka. Ma presto, con un colpo d’ala, Calvino cambiò completamente la sua vis letteraria. Passò quindi da una scrittura ancorata alla realtà e fortemente politica, ad una squisitamente fantastica e fabulosa del reale. Ne è un esempio classico l’opera “il visconte dimezzato” del 1952, cui segue “il barone rampante” 1957, “il cavaliere inesistente” del 1959; trilogia che uscirà col titolo “i nostri antenati” nel 1960.

La natura in parte fiabesca della trilogia, spiega l’interesse di Calvino per i meccanismi creativi della favola popolare, sfociato nella bella raccolta “Fiabe italiane” del 1956 e in una serie di interventi critici, che rivelano quanto fosse ricettivo nei riguardi dei nuovi metodi strutturalistici e semiotici. Tipici in Calvino… quelli che egli chiamò “cambi di rotta” nella scrittura. Questo nuovo orientamento però non significò un abbandono definitivo dei lavori precedenti:”La speculazione edilizia” del 1957, La nuvola di smog del 1958 e La giornata d’uno scrutatore (1963), sono a loro modo il trittico di un intellettuale che razionalmente e ironicamente illustra il negativo della realtà.
Nella grande raccolta “i racconti” pubblicata nel 1958, che contiene anche la prima serie di dieci testi su Marcovaldo, le due linee narrative proposte da calvino si intersecano.
Nel 1964, Calvino si sposò con la sudamericana Chichita, si trasferì a Parigi, dove nel 1965 nacque la figlia Giovanna. In questi anni parigini i processi dell’immaginazione si elevano ulteriormente. nascono “Le cosmicomiche” del 1965, cui una nuova serie si affiancherà nel 1984, Ti con zero (1967), “il castello dei destini incrociati” (1969, ma ampliato nel 1973).
In questa ultima originalissima opera crescono insieme le proporzioni fantastiche e la coscienza critica dello scrittore, assai sensibile alle suggestioni del sistema semiotico della cartomanzia.

In “Le città invisibili” del 1972 Calvino esprime il suo amore il suo amore per i luoghi chiave della sua vita come Sanremo, Torino, Parigi ricontemplandoli da una lontana specola ora surreale ora simbolica, in una luce bianca e fredda. Matura qui lo spirito che dominerà le ultime opere. Da un lato sottile ed ironico, dall’altro un osservazione del mondo disincantata e riflessiva, alla ricerca di un significato dietro le cose che pare non esserci. Nascono così le sue ultime opere: “Se una notte d’inverno un viaggiatore” (1979), “Palomar” (1983), “Collezione di sabbia” (1984), ultimo testo in ordine di stampa vivente l’autore.

Come ogni vero scrittore, Calvino è geniale regista delle due vene letterarie: fra invenzione e riflessione critica. Postuma nel 1986 è l’opera dal titolo “Sotto il sole giaguaro”: una raccolta di tre racconti che, nell’intenzione di Calvino, avrebbero fatto parte di una serie di cinque, quanti sono i nostri sensi: si incontrano qui nell’ordine odorato, gusto, udito.
Con lucidissima fantasia C. sostituisce a una trama di eventi una rete di presenze olfattive, degustative, uditive che si trasformano in immagini e fantasmi. La tematica stessa rivela le ultime direzioni del lavoro creativo dell’autore: una via che corre tra la scienza e la mitologia verso il reale. Un nuovo ed orginale modo di dare vita ad una personalissima fantasia.
Italo Calvino morì a Siena il 19 settembre 1985