| Carlo Collodi |
Carlo Collodi (Pseudonimo di Carlo Lorenzini) nasce il 24 novembre 1826 a Firenze e, precisamente, in Via Taddea, dove una lapide ricorda: “In questa casa nacque nel 1826 — Carlo Lorenzini detto il Collodi — padre di Pinocchio”.Prima di diventare padre del suo immortale burattino, Carlo Lorenzini. ventiduenne, fu volontario a Cintatone e Montanara. Tornato a Firenze, fondò e diresse due giornali umoristici: “il Lampione” e “La Scaramuccia” i quali purtroppo ebbero vita breve. Nel 1869, trovandosi a Milano, impiegato della Casa Ricordi, si arruolò nel Reggimento di Cavalleria “Novanti” e partecipò anche alla seconda guerra di indipenzenza. Scrisse opuscoli per sollecitare l’annessione della Toscana al Piemonte, e proprio in tali opuscoli, prese per la prima volta lo pseudonimo di Collodi, da un borgo di Pescia, celebre per un grande giardino settecentesco, e che era il paese natale della sua amata mamma, Angela Orzai. Impiegato e giornalista a tempo perso, compose alcune commedie che non ebbero mai successo: “Gli amici di casa”, “La coscienza e l’impiego”, “L’onore del marito”, “I ragazzi grandi”. Oltre alle commedie compose un dramma “Anna Buontalenti”, e due romanzi “Un romanzo vapore”, “I misteri di Firenze”. Tutte queste opere non ebbero successo o rilevanza. Dal 1875, si dedicò alla letteratura infantile, rinarrando con spigliatezza le antiche fiabe tradizionalicome nella raccolta “Racconti delle Fate” e scrivendo, nulla scia del pedagogisti toscani, alcuni libri educativi, che ebbero grande successo per l’inconsueta vivacità di stile e per una certa spregiudicatezza della veduta morale “Giannettino”, “Minuzzolo”. Le opere ebbero un buon successo e Collodi ne cavalcò l’onda pubblicando sullo stesso tema piacevoli testi come:”Primo viaggio di Giannettino per l’Italia”, “La Grammatica di Giannettino”, “L’abbaco di Giannetino”, “II regalo di Capodanno”, “La geografia di Giannetino”, “Secondo viaggio di Giannettino”, “II libro di lezioni per la seconda classe”, “II libro di lezioni per la terza classe”, “La lanterna magica di Giannettino”. Queste opere, certamente più vive ed acute di quelle precedenti, ebbero un notevole successo, ma l’opera eccelsa del Collodi ancora doveva arrivare. Ferdinando Martini che dirigeva, nel 1880, il “Giornale per i bambini”, chiese al Collodi un racconto a puntate. E questi, si disse per soddisfare anche debiti di gioco si mise al lavoro, quasi svogliatamente, senza grande impegno, trascinando la composizione del racconto dal luglio del 1881 al gennaio 1883. Nel Pinocchio, egli imbroccò felicemente un motivo universale: quello d’un burattino, che attraverso varie prove e alternative tra bene e male, aiutato dalla Fata Turchina, ritrova il suo perduto padre Geppetto e diventa bambino, cioè uomo perfetto. Tradotto in tutte le lingue, Pinocchio è un libro di tutti i popoli e di tutti i paesi ed è considerato il massimo capolavoro mondiale della letteratura infantile. Il Collodi tentò ancora, nel 1887, altri motivi simili, con le sue “Storie allegre”, ma rimase al disotto del suo inaspettato capolavoro. Collodì Morì nella propria città, a Firenze, d’un colpo apoplettico. |

Carlo Collodi (Pseudonimo di Carlo Lorenzini) nasce il 24 novembre 1826 a Firenze e, precisamente, in Via Taddea, dove una lapide ricorda: “In questa casa nacque nel 1826 — Carlo Lorenzini detto il Collodi — padre di Pinocchio”.