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Un po' di storia...
La rivista letteraria Letterati.net è nata nel 2006 come magazine online. Il sito è stato in seguito completamente rivisto e ripubblicato online il 19 novembre 2008. Il direttore editoriale di Letterati.net è Davide Murmora.
Le Nostre PoesieUn vento qualunqueLento, piumoso di resina e di pini,sfuggente tra azzurri e nuvolem'apri i capelli in ciuffi di aghi,sbatti sul mio viso, come amante gelosa,profumi aspri e umido di mare.Ti poni, in apnoici ... Continua...
I nostri raccontiFante di cuori"Io amo Francesca e farò qualsiasi cosa per conquistarla! E poi ci sposeremo!!" Questa è la frase che mi ripetevo ogni mattina allo specchio e che, appena uscito di casa, ricacciavo a pedate nel... Continua...
Poesie StraniereOspite predilettoVieni da me oh notte,con il volto di un re,con l'andatura di un cavalieree con la spada di uno scrittore.Vieni da me oh notte,perché voglio purificarmi con l'ausilio della lettera P,la O,la E,la... Continua...
Mi viene sempre la tremarella prima del lancio. Mi hanno fatto l'iniezione, naturalmente, e la preparazione ipnotica, e so benissimo che in realtà non ho paura. Lo psichiatra che ha controllato le onde del mio cervello e mi ha fatto un sacco di domande mentre ero addormentato, mi assicura che è una cosa senza importanza, un po' come il tremito di un cavallo da corsa che scalpita prima dell'inizio della gara. Sarà. Non sono mai stato un cavallo da corsa, e non mi pronuncio. So una cosa sola: che tutte le volte, immancabilmente, è la stessa storia. Mezz'ora prima dell'ora fissata, dopo che ci eravamo adunati nel locale di lancio della Rodger Young, il nostro Comandante di squadrone venne a ispezionarci.
C'era una volta - perché è così che tutte le storie dovrebbero iniziare - un bambino che perse sua madre. In verità, la stava perdendo da molto tempo. Il male che la stava uccidendo era una cosa strisciante e vigliacca, una malattia che la divorava da dentro, consumandone lentamente la luce interiore cosicché i suoi occhi diventavano ogni giorno meno luminosi e la sua pelle più pallida. E a mano a mano che lei gli veniva sottratta, un poco per volta, nel bambino cresceva la paura di perderla del tutto. Lui desiderava più di ogni altra cosa che lei restasse. Non aveva fratelli né sorelle, e malgrado volesse bene a suo padre era pur vero che ne voleva di più a sua madre. Non sopportava l'idea di una vita senza di lei.
Le Nostre PoesieUn abbaglio.Un nulla di pelletra il collo e la spalla un nudo giaciglio su cui le mie labbra indugiando anelavano un domani d'ambrato desiderio dal sapore di sudore e vaniglia. William De Generis Continua...
I nostri raccontiFante di cuori"Io amo Francesca e farò qualsiasi cosa per conquistarla! E poi ci sposeremo!!" Questa è la frase che mi ripetevo ogni mattina allo specchio e che, appena uscito di casa, ricacciavo a pedate nel... Continua...